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Arte compressa # 63: Manfredi Beninati

By September 13, 2018 No Comments

Barbara Martusciello in Art a Part of Culture, 13 September 2018

Trae origine dal secondo dei due film che l’artista ha girato all’interno di un appartamento Liberty a Palermo durante Manifesta. Il film è pieno di riferimenti colti, che da sempre nutrono la poetica di Beninati, e mette in scena una strana, raffinata decadenza: una complessità che ritroviamo nei quadri e nell’installazione (non praticabile, è solo da guardare dalla vetrina della galleria) proposti.

Il rapporto di scambio continuo tra contrapposizione e giustapposizione di tanti elementi ed essenze – bidimensionalità e tridimensionalità, presente e passato, ciò che appare e ciò che è solo evocato, tra ciò che si vede e pare certo e ciò che resta misterioso – è una delle componenti di questo progetto e dell’intera ricerca dell’artista siciliano, che stratifica non solo input e concetti ma la stessa materia, con un meticoloso processo volto a eternare la percezione dello scorrere del tempo.

I suoi lavori sembrano contenere un alto tasso narrativo ma la voluta ambiguità della trama, l’oscurità del racconto, l’indefinita atmosfera della pseudofigurazione trasformano il senso del tutto in qualcosa di sfuggente: inquietante e allo stesso tempo attraente, accattivante… Se questo è un sabato in quale tempo lo è? In quale posto? Ma è proprio un sabato? Di che si tratta? Dove ci porta Beninati? In uno spazio interiore? In quello della memoria o dei sogni? In ciò che ci appartiene o che abbiamo appreso altrove? Memento…

L’arte, del resto, nel suo spalancare punti di vista non omologati sulle cose, sulla realtà, sulla stessa arte, sollecita interrogativi, stimola un pensiero altro, emozioni, ricordi, nuove prospettive, ed è questo che la rende così importante e necessaria.

Barbara Martusciello